QUEGLI STRANI AMICI DI FAMIGLIA

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
Carla Guido – Fabrizio Saccomanno – Massimo Giordano
Visto il felice esito del primo “esperimento” effettuato nel maggio di quest’anno, questo trio di attori continua l’opera di adattamento in dialetto salentino di alcuni pezzi d’autore, assemblandoli in un unico spettacolo.
Qui -e probabilmente mai come in questo caso- il termine “liberamente ispirato a” diviene la clausola liberatoria della creatività drammaturgica e attoriale. La scelta di far stemperare le vicende rappresentate nel mood salentino, dai vivacissimi e speziati colori, dà la stura a possibilità espressive inesplorate, che diventano così l’elevamento a potenza della comicità.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

HABITUSMALI L’UNICO PECCATO È NON AVERE VIZI

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
Ogni sera quattro repliche (ore 20, 21, 22 e 23), per un pubblico di massimo 40 spettatori per volta, presso l’ex conceria Lamarque, in via Roma n. 138 a Maglie. È consigliata la prenotazione.
Immaginate di incamminarvi in un luogo buio e sconosciuto. Immaginate di entrare in un labirinto di sensazioni tattili, olfattive, uditive, visive, dove le sacerdotesse del vizio vi ammalieranno, vi spaventeranno, vi stupiranno, vi ecciteranno. Immaginate di perdervi nella foresta delle vostre più segrete emozioni. Immaginate di ritrovarvi in un mondo nuovo, senza più regole, senza limiti. I vizi capitali compaiono in Aristotele che li denisce “gli abiti del male”; essi, al pari delle virtù, derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che le compie una sorta di “abito”, cioè un comportamento. I vizi diventano quindi malattie dell’anima.
Spettacolo consigliato ad un pubblico di soli adulti.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

COME VI PIACE

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
Di William Shakespeare
Regia di MASSIMO GIORDANO
Scritta nel 1599, questa commedia è una delle opere di Shakespeare più leggere spensierate, in cui vi è la contrapposizione tra la vita di corte, con i suoi intrighi, e quella pura e semplice della foresta e della natura, in cui gli istinti malvagi degli uomini cedono il passo alle buone azioni. Nella foresta di Arden, Cupido scocca le sue migliori frecce: l’amore riutato, l’amore giocoso, l’amore metamorco.
Tra camuamenti e scambi d’identità, vendette ed esìli, fughe e ritrovamenti, odio e perdono, perdizione e redenzione, si snoda la storia della più “mozartiana” delle commedie del Bardo.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

OPERA NAZIONALE COMBATTENTI

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
di Valentina Diana
con Leone Marco Bartolo, Dario Cadei, Carla Guido, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Giuseppe Semeraro
Regia di Giuseppe Semeraro
“Opera Nazionale Combattenti è un eteronimo di Principio Attivo Teatro. Ci siamo presi la sana libertà di riscrivere la parte incompiuta di un testo classico, I giganti della montagna di Pirandello. Siamo partiti dalle parole dell’autore agonizzante mentre descrive a suo glio la parte nale del dramma; e a queste parole ci siamo attenuti in maniera fedele. Ne è venuta fuori un’incosciente opera teatrale, che dal teatro nel teatro pirandelliano ambisce ironicamente a fare teatro per il teatro, l’arte per l’arte. Come se questi desolati attori vogliano assumersi l’infausto compito di fare un massaggio cardiaco al teatro morente. Quando l’ironia ha la lama alata, basta un niente a toccare la tragedia”.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

IL TAGLIONE DI ACHILLE – LA DURA LEGGE DELL’IRONIA

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
da Achille Campanile
Regia di MASSIMO GIORDANO
Osservatore acutissimo della società del secolo scorso, il grande umorista Achille Campanile mise alla berlina vizi e inquietudini dell’epoca, usando il oretto della garbata ironia e della vellutata scrittura.
Tre i suoi pezzi che compongono lo spettacolo: si passa dal trionfo del calembour e del gioco di parole de L’acqua minerale, pièce celeberrima, alla lunare surrealtà di Centocinquanta, la gallina canta; in ultimo, il capolavoro comico Visita di condoglianze, qui proposto in un originale adattamento salentino: un vero e proprio prodotto di laboratorio. Teatrale, ovviamente.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA – UNO SPETTACOLO PER TUTTI E PER NESSUNO

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
da Friedrich Nietzche
con Lara Balbo, Valentina De Giovanni, Sara Sartini e Matteo Tarasco
Drammaturgia e regia di Matteo Tarasco
Mettere in scena questo spettacolo vuole essere un tentativo di raccontare l’odierno spaesamento quotidiano di una generazione incompresa, un tentativo per riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, che crediamo oggi debba imporsi su altri linguaggi che spiegano, ma non insegnano il senso. Signica essere appassionati, e per mettere Così parlò Zarathustra dentro la scena del teatro siamo costretti ad essere sici, nemmeno corporei o corporali, ma sici e primitivi, “naturali”, per essere lo specchio distorto di una nuova barbarie che avanza. Ma dobbiamo anche ricordare che le parole bruciano, che le parole si fanno carne mentre noi parliamo e quindi anche parlare, anche raccontare una storia è un gesto fisico.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

AMORE E PSICHE

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
da Apuleio
Regia di Daria Paoletta
Daria Paoletta riscrive il mito di Amore e Psiche, adattando la narrazione al mestiere dell’attore. Una scena nuda che prende vita attraverso la forza del linguaggio vocale e corporeo, tali da creare ambientazioni e condividere suggestioni.
Il tentativo è di condurre il pubblico in un mondo immaginico e, attraverso l’arte teatrale, ritrovare se stessi.Una storia che racconta un amore travagliato e ostacolato dalla diversità dei due innamorati: Amore è un dio, mentre Psiche è una mortale ma bella come una dea. Una saga di personaggi che dividono l’Olimpo dalla Terra, le divinità dai mortali, per scoprire che non c’è poi tanta dierenza: gli uni assomigliano agli altri.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

MANICOMIO MOLIÈRE

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
da Molière
Drammaturgia e regia di Matteo Tarasco
Evento conclusivo di un percorso didattico/formativo sul teatro di Molière, lo spettacolo si propone come festa interattiva, dove attori e spettatori condivideranno la gioia del “fare teatro”. Siete invitati alla festa di inizio estate di una casa di cura dove risiedono i bizzarri personaggi creati dalla mente geniale di uni dei più grandi autori teatrali di tutti i tempi: Molière, uno dei più grandi indagatori dell’animo umano, che è stato psicologo prima dell’invenzione della psicologia. La sua penna è stata un bisturi che ha saputo incidere il profondo delle coscienze, curando con la risata le “malattie” dell’umanità. In questa festa incontrerete Alceste il misantropo, Argan l’avaro, Tartufo l’impostore, e molti altri, in un delirante tripudio di comicità e divertimento.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

LISISTRATA

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
di Aristofane
Regia di Tonio De Nitto
Una delle commedie più brillanti del genio aristofanesco, capace ancora di far arrossire e crear scandalo duemilacinquecento anni dopo.
Lisistrata, antenata suffragetta, è una “generalessa” e soprattutto una sognatrice molto pragmatica invero. Non ha mezze misure, sa come tener tutti in riga, uomini, vecchi e, prime fra tutti, le compagne ateniesi e quelle spartane.
Possono le donne decidere lo sciopero del sesso per riportare la pace?
Possono gli uomini resistervi?
Per Aristofane tutto questo è senz’altro un sogno, ma ci fa credere che sia comunque possibile allora come ora.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

LA SIGNORINA ELSE… E DI ALCUNI PICCOLI VALZER

[et_pb_section admin_label=”Sezione” fullwidth=”on” specialty=”off”][et_pb_fullwidth_post_title admin_label=”Titolo Post a Larghezza Intera” title=”on” meta=”off” author=”on” date=”on” categories=”on” comments=”on” featured_image=”on” featured_placement=”above” parallax_effect=”on” parallax_method=”on” text_orientation=”left” text_color=”dark” text_background=”off” text_bg_color=”rgba(255,255,255,0.9)” module_bg_color=”rgba(255,255,255,0)” title_all_caps=”off” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid” title_font_size=”36px”]
[/et_pb_fullwidth_post_title][/et_pb_section][et_pb_section admin_label=”section”][et_pb_row admin_label=”row”][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text admin_label=”Testo” background_layout=”light” text_orientation=”left” use_border_color=”off” border_color=”#ffffff” border_style=”solid”]
di Arthur Schnitzler
al pianoforte EUGENIA TAMBURRI
“La signorina Else” è un libro pieno di musica che vive nella struttura del testo, per il ritmo dato dall’alternanza di monologo e dialogo, azione e voli di fantasia.
Schnitzler esplora le reazioni di una ragazzina della buona società viennese alla richiesta della madre di vendersi per salvare la famiglia dalla rovina. Indaga la sua psiche, scandaglia la sua angoscia, coglie Else nell’atto stesso di pensare, di sentire e di soffrire. Quello che già sembra impossibile da carpire, la velocità della mente nelle sue elucubrazioni, Schnitzler lo traduce in pagina scritta trasmettendo al lettore il “flusso continuo del pensare parlato”.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sul calendario dei nostri spettacoli e sul numero di posti disponibili!

©Tutti i diritti sono riservati
Edizioni Belpaese S.r.l.s. Via Otranto n.27 - Maglie (LE) - P.Iva 04637850753.
Credits: Ruggeri&Associati Branding Digitale