da Seneca, Eschilo, Euripide, Baudrillard
conElisabetta Pozzi
Hal Yamanouchi, Paola Bellisari, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
Regia di ELISABETTA POZZI E AURELIO GATTI
Un lavoro dedicato ad una figura tra le più fragili tra le eroine classiche. Attraverso il mito di Cassandra si giunge all’idea di una consapevolezza “solitaria” del percepire l’imminente, quasi a suggerire l’esistenza di una empatia universale, in cui la tragedia non è quanto avviene, ma “l’impotenza” nel comunicarlo.
Una messa in scena che restituisce una lirica del tragico, scarna ed essenziale, in cui la contemporaneità “passa” attraverso l’interprete diventando significato del presente.
La figura di Cassandra ha sempre affascinato e nello stesso tempo turbato. Profetessa non creduta, suggerisce la visione di un personaggio estremamente vivo che può arrivare ai giorni nostri per raccontarci qualcosa che ci riguarda molto da vicino.
La consapevolezza (ora come allora) degli errori commessi nel passato dai padri , la porta ad essere talmente cosciente e lucida sul futuro che avverte l’inadeguatezza del linguaggio per dire del vivere nel presente all’ombra della distruzione.
Questa nuova Cassandra è una donna contemporanea che attraverso un viatico “straordinario” ripercorre la veggenza inevitabile della conoscenza attraverso il mito e attraverso il racconto di questi si fa ella stessa Cassandra, ritrova le sue parole che pian piano diventano parole di oggi, il racconto di un mondo in cui la proliferazione di una tecnologia spesso distruttiva annulla il futuro, elimina ogni visione e prospettiva.