SOGNO

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di August Strindberg
Regia di MATTEO TARASCO
È la storia di un viaggio, un’odissea metafisica, dove la figlia di Dio, creatura immortale, decide di farsi mortale e discendere nel mondo per il desiderio irrefrenabile di comprendere che cosa significa vivere come un essere umano.
Lo spettacolo itinerante trasformerà ciascuno spettatore in un esploratore: il pubblico del sogno, infatti, si addentrerà nei meandri più misteriosi di Villa Tamborino, scoprendo anfratti segreti e magiche prospettive, divenendo parte integrante del Sogno.
Spettacolo itinerante. Si accede dalle 21 in poi dall’ingresso di Viale Addolorata.
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L’ATTESA da “Aspettando Godot”

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di Samuel Beckett
Regia di Fabrizio Saccomanno
Ci sono testi che contengono un mistero che solo l’azione scenica disvela a fatica; testi che, come Aspettando Godot, rappresentano una sfida impari per quanto siano inavvicinabili ed impegnativi, che mettono a dura prova il lavoro stesso dell’attore e dello spettatore; testi che vale la pena fare solo quando la vita o il momento te lo suggerisce.
L’attesa è il tentativo di avvicinamento di un linguaggio inafferrabile attraverso un uso affatto originale di un registro linguistico e del lavoro di due attori a cui è stato chiesto di non inseguire stilemi, ma di stare ed abitare un universo che sempre più è parso quotidiano ed aderente alla realtà.
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MISURA PER MISURA

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Di William Shakespeare
Regia di MASSIMO GIORDANO
Se una legge promettesse la morte a chi consuma rapporti sessuali fuori dal matrimonio, quanti sopravviverebbero? Pochi o nessuno, realisticamente. Questa norma rappresenta il casus belli che dà la stura creativa a Shakespeare, permettendogli di erigere quel monumento alla caducità della carne e della virtù che è Misura per misura.
In un’immaginaria città, dura e livida, il desiderio sessuale detta tempi e modalità di vita di ognuno dei personaggi di questo lavoro: nella legge o nella trasgressione di essa, nella fornicazione o nella sua perpetua rinuncia, nella vita o nella morte. In questo capolavoro assoluto, il Bardo fa sfilare puttane e puttanieri, papponi e cornuti, farisei e pubblici peccatori, tutti ammantati di apparente leggerezza che, pur ammiccando sovente ad una genuina comicità, sfocia invece in grigie miserie e squallide perversioni.
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CENERENTOLA

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con Mariliana Bergamo, Antonio Miccoli, Francesca Nuzzo,
Serena Rollo, Fabio Tinella coreografie di Annamaria De Filippi
Regia di Tonio De Nitto
Al tempo della nostra storia Cenerentola viveva, orfana, confinata a far la serva in casa propria per la sua nuova mamma matrigna e per le sorelle goffe e culone.
Al tempo della nostra storia c’era anche un principe, timido e impacciato, che non era mai uscito dal regno e per farlo accasare ai regnanti non era restato che organizzargli una festa, un ballo, anzi due, forse tre. Al tempo della nostra storia tutto era praticamente come oggi.
Invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini.
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QUALCHE GUERRA DE LU QUARANTOTTO dai “Canti de l’autra vita”

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di Giuseppe De Dominicis
con La piccola Orchestra di Fiati del Conservatorio “T. Schipa” di Lecce
Regia di Carla Guido
Lo spettacolo è un recital in vernacolo. L’ironia e la brillantezza della scrittura viene sottolineata dal dialogo tra la voce recitante e la piccola banda. Due tradizioni, lu cuntu e la banda, che “unite” fanno sì che lo spettacolo sia coinvolgente, divertente e drammatico al contempo; e compie un percorso, di rivisitazione musicale e letteraria di una particolare situazione/narrazione storica “di rivolta e di liberazione”. Si raccontano, infatti, le imprese di Pietru Lau, brigante ed effervescente faccendiere che muore e va all’Inferno. Qui si ribella…
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TRAPULE

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Regia di Fabrizio Saccomanno
“Siamo nati e cresciuti nelle stesse vie di un paese del Salento. Negli anni abbiamo cercato di raccontare e fare testimonianza del mondo che ci circondava. Io con il mio corpo teatrale, Mino imbracciando una chitarra. Inconsapevoli stavamo dipingendo con colori accessi il nostro sud, quello che ognuno si porta nel cuore, quel poco che ne resta. Forse era inevitabile che i canti di Mino ed i miei cunti dovessero incontrarsi. Questo incontro lo abbiamo chiamato “trapule”. Attraverso la musica il canto la parola raccontiamo di un sud di cielo e terra, di uomini e donne memorabili loro malgrado, con ironia e disincanto, non senza uno sguardo sarcastico sulle miserie della nostra contemporaneità.” (F. S.)
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SALENTO FULL MONTY

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con Antonio Botrugno, Fernando Colazzo, Antonio Gemma, Raffaele Gili, Massimo Giordano, Gianfranco Massaro, Giuseppe Resta
Regia di Matteo Tarasco
Questa è la storia di sette uomini che avvertono l’urgenza profonda di reagire alle drammatiche conseguenze della crisi economica che ha investito il Paese, prima fra tutte l’incubo della disoccupazione. Com’è naturale, tutto questo sconvolge pesantemente la loro vita, la loro identità e i loro rapporti con la famiglia, mette in forse le loro certezze e li costringe ad una “vivace” reazione. Dopo aver superato le perplessità del caso, ognuno con motivazioni diverse, aderirà ad un folle progetto di riscatto e rivalsa, entusiasticamente promosso e sostenuto dal direttore artistico della compagnia, che teme di perdere la potestà sul figlio.
In altre parole… Se la crisi ti ha messo in mutande, tu toglitele!
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