LA PUPILLA

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di Carlo Goldoni – 300 anni dalla nascita 1707/2007
con Pamela Villoresi, Elisabetta Valgoi e Luigi Tani
Regia di Giuseppe Argirò
La pupilla fu scritta nel 1757 e successivamente raramente rappresentata. Si può considerare un divertissement predisposto dal Goldoni a uso di quei letterati che lo trattavano da ignorante, ai quali volle offrire una garbata parodia del teatro cinquecentesco.L’allestimento vuole restituire la modernità dell’autore veneziano in un percorso che fonde teatro cinema e musica in cui il testo viene affrontato come uno spartito grazie alla sua struttura in versi che oscilla tra opera buffa e melodramma.
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L’AVARO

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di Molière
Con Riccardo Garrone, Marco Paoli e Cristina Caldani
Regia di Maurizio ANNESI
L’avaro debutta nel 1668 al Palais Royal e da allora ha lasciata intatta la sua forza rappresentativa, anzi, se possibile, l’ha accresciuta nel corso dei secoli. Molière dipinge in Arpagone un avaro che non è più solo un accumulatore di ricchezze, ostinato conservatore della proprietà: Arpagone avaro ha la sua cassetta di denari, i cavalli che rischiano di morire di fame; tuttavia egli veste bene, ha una carrozza, diversi servitori, e in più è un “investitore”, per usura, ma investitore; i suoi denari sono sempre in moto, per fruttare, segnando il passaggio ad un’era più moderna, ad un’economia mercantilista o addirittura capitalista.
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TESMOFORIAZUSE – La festa delle donne

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di Aristofane
con Paola Quattrini
Regia di Beppe Arena
Durante le feste delle Tesmoforie, il concilio delle donne si riunisce per decidere di condannare a morte Euripide reo di averle screditate agli occhi dei loro mariti ed amanti nelle opere che ha scritto, svelandone i trucchi e segreti. Euripide convince un suo parente, pasticcione, a travestirsi da donna e a prendere parte al consiglio per parlare in sua difesa. Ma l’uomo si fa notare e le donne, avvisate da Clistene della presenza di un intruso, lo scoprono. Questi cerca disperatamente di fuggire ma viene catturato e messo alla gogna. Euripide, travestito da mezzana, riesce infine a liberare il suo parente distraendo il vigile che gli fa da guardia, e si danno alla fuga.
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LA TURNATA ITALIANI CÌNCALI – Parte Seconda

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di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta
Regia di Mario PERROTTA
Chiudere una vita passata all’estero in un camion – armadio, letti, corredo, servizi di piatti, pentole, quadri, foto, lettere, lettere di licenziamento, di assunzione, passaporto, conto in banca, cassa malattia, viaggi in treno, compagni di viaggio, amici, nemici, mangianastri, mangiadischi, dischi italiani, ricordi, belli, brutti, la Germania, il Belgio, la Svizzera, cìncali, umiliazioni, riscatti, la prima macchina, la seconda… – e guardarlo partire quel camion. E poi accendere la macchina e seguirlo. Passare la frontiera. Arrivare sino a Bologna dove finisce l’autostrada. Arrivare nel Salento dove finisce l’asfalto. Arrivare a casa dove finisce tutto. Allora vuole dire che ti sei sistemato…
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PLAZA SUITE di Neil Simon

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Con Corrado Tedeschi
Regia di Claudio Insegno
La commedia è stata scritta nel 1968, ma a distanza di anni ancora riesce a far ridere senza fallire mai, essendo uno strepitoso meccanismo teatrale, ricco di invenzioni comiche e battute irresistibili. È una sorta di favola avvincente costellata da battute di sicuro effetto. È talmente ben scritta che risulta essere sempre efficace e, come tutte le commedie di Neil Simon, anche questa sollecita nel pubblico un processo d’identificazione. Infatti, descrive un momento di tre coppie diverse, tre problemi di coppia diversi con un unico filo conduttore: una stanza dell’Hotel Plaza di New York.
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ANFITRIONE di Plauto

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Con Oreste Lionello
Regia di Bruno SACCHINI
Zeus, a forza di metamorfosi erotiche, non riesce più a capire chi è, esattamente come a Sosia viene il sospetto che il suo io sia un altro, cioè quel Mercurio che, prese le sue fattezze, a un certo punto cade anche lui nel vortice identitario. Salvo che Sosia, il servo, è l’unico che riesce a mantenere la coscienza di sè proprio in forza delle bastonate che Mercurio gli propina, risultando essere il vero, frenetico motore-immobile d’una girandola finalizzata allo sbeffeggiamento della divinità. Una messa in scena che regala tanti momenti di divertimento, dinamica e frizzante, nel puro stile della commedia dell’arte.
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